Gustaperugia.it - Trova e Gusta ristoranti a Perugia e provincia
Benvenuto, serve aiuto? Clicca qui Benvenuto! Registrati oppure
Accedi attraverso il Gustanetwork

La lavagna - Modenesità

STORIA DI MODENA DI SILVIO CAMPANI 2

GROG
Scritto il 15/12/2008
da GROG
Del nome di Modena
Anche la ricerca del nome di Modena ci conduce, come è ben naturale, alla solita notte dei tempi. Nessuna meraviglia dunque se circa la etimologia di questo nome si è fantasticato - Da più radici si vuole che abbia tratto origine una tal parola. Vi è chi sostiene che Mutina derivi da Mut, vocabolo che in tutte le lingue orientali val lo stesso che mori o mors - Questa brutta derivazione si attribuirebbe a qualche famosa strage avvenuta in questi luoghi, a quanto pare, al tempo degli Etruschi - Altri vuole, non saprei poi su qual fondamento, che questi chiamassero la città nostra col nome di Mondinia, e sarebbe stato quando la governava, come accennai, quel Tazio Morico. - Vi fu chi ritenne che da Mot, radicale di moveri, si formasse il nome Mutina perché città fondata sopra suolo vulcanico, ma questa, ognun vede, è una corbelleria, poiché a Modena anzi rari sempre furono i terremoti, e ne andò più che ogni altra città esente, per essere stata fondata sopra terreno paludoso, prova ne siano le moltissime acque sotterranee, onde le famose fontane zampillanti - Sentite quest'altra. Si vuole che Mutina derivi da Metan, voce caldaica, equivalente a morari, cunctari, ossia aspettare, indugiare, forse perché qui si facesse sosta da qualche popolo venuto di fuori, ma è un forse e nulla più, e poi è così indeterminato il fatto, che valeva poco la pena d' essere accennato. - E così dicasi dell'altra derivazione dall'ebraico Motnaim, parola che significa lombi, quasi che fatta qui una sosta que' nuovi venuti si cingessero i lombi, giusta il costume orientale, per riprendere il cammino. - Vuolsi ancora derivato il nome Mutina dal fìumicello Mudolena che scorreva qui ove la città è fondata, e di cui è ricordo la contrada Modonella. - Ma, per dirne una alquanto più probabile - e senza la pretesa di aver detto tutto in ordine a questo argomento - noterò infine esservi chi crede che nel nome di Modena si asconda il vocabolo antico Gallico Mouden che significherebbe rialto,
alzata, o simile. - Si vuole che così fosse chiamata la città perché sorta in luogo, a guisa d'isola, alquanto eminente nelle paludi tra Secchia e Panaro della gran valle formata dalle Alpi e dall'Appennino - � quasi certo, dice in proposito un dotto autore, che per fondare in mezzo a queste paludi la nostra città si sarà scelto "un luogo, il quale sopra le circostanti acque alcun poco spiccasse; Mouden appunto significa un tal luogo, e di più non solamente è vocabolo a Mutina somigliantissimo, ma è preso dalla lingua, che indubitatamente nel paese parlavasi."
Secondo questa opinione adunque, che sebbene contrastata si presenta però come una delle più ragionevoli, la meno incerta delle ipotesi che sopra si son fatte sulla origine di Modena sarebbe quella che veramente l'avessero fondata i Galli.

218 av. G. C. - Modena a quest'epoca è colonia fedele ai Romani.
Il famoso capitano cartaginese Annibale, diretto contro Roma, passa per questi paesi con centoventimila soldati, valica l'Appennino e sbocca inatteso a Pistoja, deludendo il nemico che aspettavalo a Lucca, ad Arezzo ed a Rimini - I Galli Boi e gli Insubri, nemici di Roma, mal sofferenti che questa mandasse a stabilirsi una nuova colonia nel Piacentino e nel Cremonese, assediano Modena, ove i Romani si erano chiusi - Modena fortemente resiste, fin che vengono a liberarla le truppe di Lucio Manlio Pretore - Esse però toccano perdite gravi, e Manlio vi lascia la vita.
194 - I Galli Boi non desistono dal recar molestia ai Romani - Qui presso Modena tendono insidie al Console Merula, che cadendo nella imboscata viene sconfitto.
192 - Quattordici mila Galli Boi sono uccisi dalle truppe del Console Merula, che si prende così la rivincita, onde chiede in Roma gli onori del trionfo.
182 - I Romani mandano in questi paesi una nuova colonia di due mila abitanti, assegnando a ciascuno di essi cinque jugeri di terreno - Modena è ascritta alla Tribù Pollia.
176 - I Liguri assalgono Modena e se ne fanno padroni.
175 - II proconsole Claudio Tiberio libera Modena dai Liguri, sconfiggendoli pienamente.
174 - II proconsole Claudio Pulcro anch'egli sconfigge i Liguri, dei quali ottomila rimangono estinti sul campo.
173 - Il console Q. Petilio combatte i Liguri nei Campi macri, ove vuolsi sia ora Marzaglia, o, come altri ritiene, Magreta.
89 - Due vulcani nelle montagne modenesi si scuotono, si urtano l'uno coll'altro, eruttano lava e fiamme.
70 - II celebre Pompeo assedia Modena, e costringe M. Bruto, che la occupava per M. Lepido, ad arrendersi, garantendogli salva la vita ed una scorta insino al Po, in riva del qual fiume viene però Bruto ucciso, per tradimento, dicesi, di Pompeo.
65 - Presso Modena, Spartaco, combattente per la libertà degli schiavi con centoventimila uomini, fuga e disperde l'esercito di Cassio proconsole della Gallia Circumpadana, speditogli contro da Roma.
45 - Antonio pone assedio a Modena, ove per Ottaviano si era chiuso Decimo Bruto con dodici mila uomini.

L'assedio di Antonio
Dopo la uccisione di Giulio Cesare, Ottaviano, di lui nipote e figlio adottivo, ed Antonio, che aveva il comando dell'esercito di Roma, istigavano a sollevazioni ed a tumulti contro gli uccisori, mentre d'altra parte a questi si applaudiva e si proclamavano salvatori della republica.
Era fra gli uccisori anche Bruto, che a questo assassinio politico, come ognun sa, deve la celebrità del suo nome, ed il Senato, avendo diviso in quelle gravi circostanze il governo delle Provincie consolari, a lui assegnò la Gallia Cisalpina, che comprendeva anche Modena, mentre ad Antonio destinò la Macedonia.
Ma Antonio mirava ad impadronirsi di Roma, e perciò ricusando il governo della lontana provincia assegnatagli, contendeva a Bruto la Gallia Cisalpina, dove più facilmente avrebbe potuto tramare pe' suoi fini - Bruto si chiuse in Modena con dodicimila uomini e Antonio non tardò ad assediarvelo - L'assedio fu uno dei più celebri, durò ben quattro mesi, e Bruto vi si difese eroicamente.
Il Senato disapprovò la impresa di Antonio e mandogli avvisi ed intimazioni perché desistesse - Negò egli ascolto agli ambasciatori e si ostinò nell'assedio - Di qui venne inimicizia tra lui ed Ottaviano, ossequente ai voleri del Senato.
- Onde Ottaviano istesso coi consoli Irzio e Pansa, messosi alla testa di un esercito venne in soccorso di Bruto, e ben presto impegnò con Antonio fiera battaglia - Fu questa combattuta al Foro dei Galli ( che forse è Castelfranco ) e Bruto faceva in quel mentre una gloriosa sortita dalla città, di guisa che Antonio preso in fra due fu sconfitto pienamente, e, inseguito dai vincitori, potè a stento fuggire co' suoi traversando le Alpi.
E sette mesi dopo in una isoletta del Lavino, che allora apparteneva al territorio Modenese, Lepido, Ottaviano ed Antonio si divisero la republica in tre parti, costituendo il così detto triumvirato.
L'assedio e la liberazione di Modena avvennero l'anno 44 avanti Gesù Cristo - Modena fu perciò grandemente lodata da Cicerone, che parlandone in Senato la chiamò fiore d'Italia, ornamento e baluardo della republica romana.

La contrada dei tre Re
Forse è derivata dalle lodi, che il grande oratore romano faceva di Modena, la volgare tradizione che egli abbia nella città nostra parlato al publico, e qualche vecchierella, qualche antico e buon geminiano, anni sono, additavano persino il balcone, donde avrebbe egli arringato, nella Contrada detta dei Tre Re, nome col quale nulla più e nulla meno si vorrebbe alludere ai triumviri!

I Triganieri
Dall'assedio posto da Antonio ebbe origine pure altra curiosa tradizione volgare. Ed è quella per cui a questa epoca si riporta l'uso, divenuto poscia fra di noi così comune e direi quasi caratteristico, di far volare i colombi dai tetti - Si pretende che sin da allora si formasse la famosa Società dei Triganieri, nome che a tutti i modenesi è noto significare appunto allevatori o addestratori di colombi, nome che venne illustrato dal lepido nostro Tassoni, il quale al canto VI della Secchia Rapita parlando di questa società la definisce, in modo certo non troppo lusinghiero:

...... Una compagnia di scapigliati
Dediti al gioco e a far volar piccioni,
Che Triganieri fur cognominati,
Nemici natural dei bacchettoni,
Gente che '1 Ciel aveva posto in oblio
E l'appetito sol tenea per Dio.

E questo nome di Triganieri derivavano essi da una specie di colombi detti in lor gergo trigani.
Ma, per tornare a noi, raccontasi adunque che, durante 1'assedio posto da Antonio alla città, si facevano volare dal campo di Ottaviano in Modena dei colombi, i quali portavano legate con nastri alle zampe laminette di piombo, ove erano segnate le notizie; e così pure da Modena comunicavano gli assediati, i quali perciò costrussero sui tetti delle case i colombai, donde facevano volare e dove attendevano gli alati messaggieri.
Tanto osa il volgo colle sue tradizioni e colle sue leggende, che spesso sopravivono alla vera storia ed ai durevoli monumenti !

Modena Pagana
Ignote affatto sono poi le vicende di Modena negli ultimi anni prima dell'era volgare. Soltanto si crede che, come qui era in vigore il paganesimo, così, ad imitazione di Roma e delle altre città, qui pure fosse il Campidoglio dedicato a Giove, (e precisamente ove adesso è la Chiesa di S. Pietro) il foro, il tabularium od archivio, il circo, e altri templi e delubri, cogli avanzi delle quali costruzioni vuolsi siasi poi, secoli più tardi, edificato il nostro duomo.